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Archivio: Aprile 2005 lex@sikurezza.org Soggetto: [lex] fwd: [Erlug] serata sui brevetti (sunto) Mittente: Igor Falcomata' Data: Thu, 28 Apr 2005 19:12:12 +0200 (CEST)
Credo sia di pubblico interesse.
thnx
Koba
----- Forwarded message from Davide Alberani <alberanid(at)libero.it> -----
From: Davide Alberani <alberanid(at)libero.it>
To: erlug(at)erlug.linux.it
Subject: [Erlug] serata sui brevetti (sunto)
Date: Thu, 28 Apr 2005 11:13:47 +0200
Un breve sunto di quanto detto alla chiacchierata sui brevetti
sul software di martedi` 26, organizzata dalla biblioteca comunale
di San Lazzaro di Savena (dove si e` tenuto l'evento) ed erlug (onore
al merito al Tanno, dato che mi risulta abbia fatto tutto lui per la
parte "erlug" - Enrico parlava quindi non vale ;-)
Vado solo a memoria, quindi ho certamente scordato dei pezzi e
c'e` caso che abbia confuso cose e persone (nel dubbio, falso come
Giuda, presento fin d'ora le mie piu`-o-meno sentite scuse):
integrare/correggere, pliz. Essendo una bozza (con omissioni,
errori e scritta da bbbestie) non ha senso ridistribuirla/pubblicarla:
la scrivo solo per informare gli assenti.
Nando Santagata, presidente erlug, introduce la serata, che vuole
fare il punto sugli sviluppi recenti del tema in esame e presenta
gli ospiti.
Inizia il professor Renzo Davoli ricordando come l'Unione Europea,
nella figura del Consiglio Europeo [CE], sia riuscita a portare ad un
avanzato stadio di realizzazione una proposta per la brevettabilita`
del software. La proposta di direttiva (che come tale dovra` poi
essere recepita obbligatoriamente da tutti gli stati membri) attende
ora la votazione in seconda lettura al Parlamento Europeo [PE].
Si e` arrivati a questo punto _nonostante_ le numerose pressioni
del mondo della ricerca, della PMI, di importanti parti
della "societa` civile" e, soprattutto, nonostante i pareri negativi
di precedenti sedute del CE, di un voto del PE che aveva
consistentemente modificato la proposta (modifiche del tutto
ignorate) e l'attuale parere contrario (con molti astenuti) di
numerosi membri del CE. La proposta risulta inoltre volutamente
ambigua, tanto da apparire contraddittoria in alcune sue parti.
La parola passa all'avvocato Adriano Sponzilli (membro del BFSF),
che, proseguendo il discorso di Davoli, sottolinea come l'attuale
situazione si sia concretizzata grazie a cavilli e non tramite il
normale iter e, per di piu`, in sedi e da persone senza competenze
specifiche in materia (la commissione "pesca e ambiente").
Viene descritto il meccanismo della votazione in seconda lettura
di cui ahime` non ricordo una cippa (mi pare che sia richiesto il
voto contrario di maggioranza degli aventi diritto al voto, perche`
_non_ passi - ma non mi ci gioco parti organiche).
Enrico Zini (sviluppatore Debian nonche` imperatore della galassia)
guarda in faccia l'abisso e si fa venire il dubbio che il pubblico
abbia le idee confuse all'estremo sull'intera questione (la vita,
l'universo - tra cui la SUA galassia - e tutto quanto). <g>
Dubbio piu` che lecito, visto che il tema e` ampio e molti mirano
a confondere le idee ficcando tutto nel calderone della "proprieta`
intellettuale" (termine generico che significa tutto e niente e che
non useremo maaai piu`, pena l'essere colpiti con una mazza da
baseball [1]).
Si parte dal concetto di "marchio registrato", che tutela una
ben specifica associazione tra un nome ed un prodotto: se produco
una formaggio ben precise caratteristiche (origine, lavorazione, ...)
e lo chiamo "parmigiano reggiano", posso ottere una tutela per il mio
marchio; nessuno potra` chiamare cosi` il suo formaggio, ne` con
nomi palesemente fuorvianti. Tutti potranno produrre un formaggio
con il mio stesso metodo, ma senza chiamarlo cosi`. Tutti possono
fare altri tipi di formaggio. Entro certi limiti il nome puo`
essere usato per prodotti di categorie diverse.
Si passa al copyright (diritto d'autore, in Italia): vengono
assegnati (e tutelati) alcuni ben definiti diritti agli autori
di opere; alcuni diritti sono inalienabili ed eterni (la parternita`
dell'opera: "_io_ ho fatto _questo_") altri hanno durata limitata
nel tempo ("_solo_ io decido chi potra` pubblicare la mia opera in
esclusiva").
Al centro c'e` la singola opera: produco una sedia con un dato
design e _nessuno_ all'infuori di me potra` rivendicarne la
parternita` e copiarla senza permesso fino allo scadere dei miei
diritti (salvo mia concessione, ovvio). Tutti possono produrre
sedie (sufficientemente) diverse.
Il brevetto (specie quello sul software), invece va a
garantire un monopolio temporaneo all'inventore di un dato
congegno o procedimento: se invento il forno-catodico (pessimo
esempio mio, sorry), che mi prepara la cena a seconda di quel che c'e`
in tivu` stasera, _solo_ io per un tot di anni potro` sfruttare questa
idea e saro` il solo a produrre tale meraviglia (io e chi mi paghera`
le royalties che richiedero`).
Hans Reiser (con traduzione di Enrico), imprenditore e sviluppatore
del filesystem reiserfs, fa un excursus sulla nascita del brevetto (in
epoca vittoriana) e sulle sue motivazioni d'essere (impedire il
ricorso al segreto industriale, concedendo un monopolio limitato nel
tempo); parla poi della corrente situazione in America, dove i brevetti
sul software sono una realta` da qualche tempo; descrive una
situazione nella quale lo sviluppo del software si e` andato via
via concentrando in poche grosse realta` che si spartiscono il mercato
con seria minaccia alla libera concorrenza.
Viene descritto come, ad oggi, un uso tipico dei brevetti sul software
sia quello di strumento per impedire alla concorrenza di svilupparsi,
mentre raramente chi ha un grosso portafoglio di brevetti viene
penalizzato da questa situazione (grazie a numerosi accordi di
scambio).
Superata la fase espositiva, prende vita un vivace dibattito tra
i relatori ed il pubblico: i temi si accavallano e non ricordo chi
abbia detto cosa (posto che ci abbia azzeccato fin qui...)
Si descrivono aziende che non producono/sviluppano nulla, ma si
limitano a far valere i propri brevetti (in alcuni casi acquisiti
da altre aziende fallite) ed il metodo, piu` volte utilizzato, di
lasciare che una tecnologia si diffonda prima di far valere i
propri brevetti.
Vengono riportate le motivazioni per le quali e` opportuno tutelare
il software col copyright ma non coi brevetti: si vanno a
brevettare direttamente gli algoritmi, si va a rendere di fatto
impossibile la possibilita` di verificare che un proprio software
non sia in violazione di qualche precedente brevetto (ogni software
sfrutta centinaia/migliaia di algoritmi diversi); i tempi di
durata del monopolio non sono compatibili con la velocita`
dello sviluppo dell'informatica attuale.
Alcuni domandano come si possa contrastare la direttiva:
viene suggerito come metodo migliore la sensibilizzazione dei
propri eurodeputati di riferimento, oltre alle pressioni sui
politici italiani, oltre naturalmente all'opera di divulgazione.
Nel caso la direttiva passi, vengono esposte idee come quella
di un "parco brevetti aperti" (per il software libero, quantomeno):
queste idee non risultano molto praticabili, ad esempio per questioni
di costi e, piu` in generale, perche` non risolvono il problema.
Viene stigmatizzato il fatto che la creazione di software
proprietario verrebbe penalizzata tanto quanto quella del
software libero, rischiando quindi una effettiva stagnazione
dell'intero settore.
Si descrive per sommi capi il funzionamento di un ufficio brevetti,
con le diverse modalita` operative (con o senza controlli preventivi
su quanto si vuole brevettare); accenni ai ruoli degli uffici
nazionali in relazione con quello europeo.
Su richiesta del pubblico vengono analizzate alcuni esempi
astratti di interazione tra chi scrive un software (brevettandolo
o meno) e chi gli fa causa di violazione sulla base di un proprio
brevetto (precedente o successivo); si evidenziano i costi e la durata
dei processi.
Breve discorso sul ruolo ed il funzionamento delle lobbies in seno
al PE (viene anche sottolineata l'inefficienza, la fragilita` e la
scarsa trasparenza di alcune istituzioni europee - alcune delle quali
ignote al grande pubblico eppure con ampi poteri) e confronto con la
situazione in USA, dove pare che chi si batte contro i brevetti
sul software non stia facendo grandi progressi (anche se ad alcuni
livelli - anche politico ed economico - pare ci siano dei ripensamenti).
+++
[1] Chi sa, sa. Chi puo`, FACCIA! <g>
--
Davide Alberani <alberanid(at)libero.it> [PGP KeyID: 0x465BFD47]
http://erlug.linux.it/~da/
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