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Archivio: Gennaio 2003 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re: Problema Kazaa e protocolli peer to peer
Mittente: Ing. Antonello Cairo
Data: 22 Jan 2003 18:28:01 -0000
Mi sono documentato su come lavorano i principali software di file sharing e 
concordo con quanto affermato da Fabio Panigatti che ringrazio di cuore.
Kazaa di default fa si che ogni client sia un supernode. Un supernode è una 
sorta di riferimento per tutti i client kazaa nel senso che può fornire loro la 
lista dei PC che sono in possesso di un determinato file. Detto ciò il 
funzionamento è questo: un client si attiva per comunicare col supernode 
abilitando la porta 1214, se la trova bloccata dal firewall, invia una 
richiesta http sulla porta 80 al supernode in cui si presenta e segnala una 
porta a caso sulla quale intende scambiare i file. Il supernode riceve la 
richiesta e cerca un altro client che è in possesso dei file che il primo 
client stava cercando e, una volta trovatolo, gli dice di trasmettergli questo 
file sulla porta comunicatagli in precedenza. Da questo momento il supernode 
esce di scena e comunica direttamente i 2 client sulla porta negoziata con la 
richiesta http fatta al supernode.
A questo punto è chiaro che solo un proxy può tornare utile in quanto può 
filtrare il protocollo peer to peer che si attua tra i due client quando 
scambiano files.
Ciao a tutti e grazie Fabio.


Citazione Fabio Panigatti <ml-panigatti@minerprint.it>:

> > Ho saputo che Kazaa riesce ad aggirare i filtri sulle porte messi su un
> > router mediante un tunneling.
> 
> Kazaa, come quasi tutti i software di file sharing p2p, stabilisce una
> connessione con peer esterni attraverso la quale puo' ricevere comandi
> da parte di altri peer. Uno di questi comandi e' quello per iniziare i
> trasferimenti "push" di file locali verso il peer che ne fa richiesta,
> consentendo di fare l'upload di un file senza che il peer esterno alla
> rete debba iniziare da se una nuova connessione verso il peer interno.
> In questo modo e' possibile condividere i propri file con il mondo pur
> essendo dietro a firewall che fermano le connessioni in ingresso o nel
> caso in cui i peer interni escano con nat (od entrambi). E' questo che
> intendi? Questa e' di fatto una forma di tunnelling che consente ad un
> peer A sterno alla lan di inviare comandi al peer B interno attraverso
> una connessione tcp che B ha in precedenza stabilito con un terzo peer
> C esterno, ma non aggira nessun filtro del tuo router o firewall. Puo'
> al limite aggirare delle policy, per le quali non e' stata attuata una
> adeguata azione di enforcement attraverso restrizioni sul traffico che
> e' permesso in uscita, ad esempio.
> 
> > Mi sembra di aver capito che lavora anche con l'ftp.
> 
> Non capisco.
> 
> > Comunque, sapete se c'è un modo per bloccare l'uso di questo software
> > all'interno della propria rete locale?
> 
> Non fare uscire i client con nat e/o usare policy piu' restrittive per
> il traffico in uscita, in modo che i peer interni alla lan non possano
> connettersi alla rete p2p. Lo puoi fare bloccando le singole porte che
> vengono utilizzate come destinazione in uscita dai piu' comuni sistemi
> di file sharing, ma queste possono anche essere cambiate dagli utenti.
> Piu' facile usare una policy deny generalizzata ed abilitare in uscita
> solo le porte di destinazione ammesse. Meglio ancora e' usare un proxy
> applicativo, che semplifica la gestione delle acl del router/firewall,
> ed evita che qualcuno usi le porte ammesse in uscita per connettersi a
> qualche rete p2p. Anche cosi' rimane la possibilita' che qualcuno esca
> con altre tecniche, ma le probabilita' calano moilto, ed aumentano gli
> strumenti per poter intervenire con provvedimenti di tipo disciplinare
> sui pervicaci utenti che non si arrendono.
> 
> 
> Fabio
> 
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