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Archivio: Gennaio 2004 ml@sikurezza.org
Soggetto: R: R: R: Posta e autorizzazioni
Mittente: Daniele Rigoldi
Data: 28 Jan 2004 00:01:24 -0000

-----Messaggio originale-----
Da: Stefano Zanero [mailto:stefano.zanero@xxxxxxxx] 
Inviato: venerdì 23 gennaio 2004 15.26
A: ml@xxxxxxxxxxxxx
Oggetto: Re: R: R: Posta e autorizzazioni


Daniele Rigoldi wrote:
> L'articolo 4 regola cio che è definito "controllo a distanza" del 
> lavoratore se non erro.

>>Se non erro ? Diamone pubblica lettura :)

Si voleva risparmiare una lunga e tediosa lettura, oltretutto gia
presupposta.

> Nessuno vuol controllare nessuno, cosa invece che sembre essere di 
> grande interesse da parte dei titolari/responsabili;

>>Questo è irrilevante. Se gli impianti di controllo sono "richiesti" ma

>>POSSONO essere anche usati, pure solo TEORICAMENTE, per il controllo a

>>distanza del lavoratore, RICADONO SOTTO L'ARTICOLO 4 DELLO STATUTO DEI

>>LAVORATORI.

Questo è ESTREMAMENTE rilevante invece, ovvero l'oggetto del controllo
... Il lavoro dell'utente, quindi tutte le altre informazioni che ne
derivano, lecitamente sotto l'articolo 4, o le funzionalità e quindi le
relative configurazioni degli apparati ... Se mi dite che il debug di
access list estese rientra nell'articolo 4 allora siamo alla farsa.

> l'obbiettivo è di
> impedire che certe connessioni transitino sulla rete o che si possano 
> effettuare DALLA propria infrastruttura (senza citare il valore legale

> del "demarc" dei local loop, sempre che se ne tenga conto).

>>No. Questa è una funzione svolta da sistemi di firewalling, di
routing, 
>>o altri, che negano DETERMINATE connessioni, e nessuno ha niente da 
>>ridire contro cio'. Stiamo parlando di un'altra cosa, rileggiti il 
>>thread per favore.

Eh no ... Io stavo proprio contestando il continuo far scivolare
nell'articolo 4 cio che non gli è proprio o che non lo puo essere, è
pertinente eccome ... Sia come workaround per chi vuole "cavarsela" sia
per chi pensa agli aspetti etici e non sindacali.

>>Stiamo parlando di strumenti di logging, verificati a posteriori al
fine 
>>di rilevare utilizzi impropri. Questo e' CONTRARIO ALLA LEGGE.

La finestra temporale di consultazione è indifferente all'illecità, il
quando è meno prioritario del cosa.

> E' nelle facoltà legali dell'azienda impedire che certe cose 
> transitino SULLA propria rete, senza necessariamente doverne 
> analizzare il contenuto, cosa tecnicamente fattibile.

>>Nessuno l'ha mai messo in dubbio, ma la tua obiezione c'entra poco col

>>discorso che stavamo facendo.

Vedi sopra...

Poi il buon senso dovrebbe farci anche ragionare ... Quando un
professionista è "pulito" nelle proprie motivazioni e nella propria
capacità di valutazione non ha nulla da temere ... Invece no, grazie a
sindacati e ai legislatori, che evidentemente trattano una backbone
corporate al pari di una telecamera allo sportello postale, ci
dimostriamo solo intenti a costruire muri ed angoli.

Che differenza c'è tra il diritto di chiudere la porta all'illecito uso
dei miei strumenti negandoli, e lasciarli invece disponibili a tutti
tranne ai "comprovati malfattori" ???

Non mi puoi controllare perche te lo impedisco, quindi l'unica cose che
puoi fare è negarmene l'uso.

Il grande fratello al contrario ... Con in piu, la "concessione" del
perpetrarsi dell'ignoranza.

Cordiali Saluti
Daniele "Ringhio" Rigoldi





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