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Archivio: Febbraio 2005 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] Linux come testbed per autenticazione 802.1X Mittente: a_calafato Data: Wed, 16 Feb 2005 10:42:24 +0100 (CET)
Grazie a tutti per le risposte! Vorrei aggironarvi sui mei progressi e su alcuni dubbi che mi vengono. Innanzitutto il supplicant 802.1x deve girare su windows, quindi xsupplicant non mi è di aiuto. Devo lavorare su un EAP-SIM supplicant basato su wEAP (weap-sim.sf.net), quindi sto modificando questi sorgenti. Ho implementato l'authenticator e l'autentication server con un'unica macchina Linux su cui gira hostapd. Per il momento niente wireless ma collego i due PC con un cavo ethernet incrociato. Questo per comodita' e perche' non possiedo ancora un sistema wireless. Hostapd è utilissimo in quanto ha gia' integrato un piccolo authentication server, o meglio una Access Control List (ACL). Questo consente di non preoccuparsi al momento di installare un server RADIUS. Configuro l'ACL con un nome utente. Collaudo prima l'EAP-MD5. Funziona tutto correttamente: si apre in win una finestra che mi chiede le credenziali e se le fornisco giuste (ovvero come configurate in hostapd sull'altra macchina Linux) sull'iconetta dell'attività di rete vedo "Autenticazione riuscita". Accedo tramite putty al servizio ssh della macchina Linux. Se invece le credenziali le fornisco errate, riesco comunque ad accedere alla macchina Linux. Io mi chiedo: ma prima dell'autenticazione, o comunque se l'autenticazione non ha successo, non dovrebbe essere consentito esclusivamente il traffico EAP (EAPOL)? E poi, chi dovrebbe "chiudere la porta", il Supplicant o l'Authenticato? Grazie! Angelo
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