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Archivio: Febbraio 2005 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] [TALK]: DMZ is dead Mittente: Claudio Telmon Data: Fri, 18 Feb 2005 10:59:21 +0100 (CET)
Mimmus wrote: >> LA MORTE DELLA DMZ > > >> www.itvc.net/opinion/view.asp?ID=290 > > > > > Non condivido quasi niente ma mi piacerebbe (se Koba lo permette...) > sapere che ne pensate. Condivido poco anch'io. Quasi niente. Premetto che mi baso sulla traduzione, al momento non ho tempo di ascoltare tutto lo speech, ma lo farò. Per prima cosa due precisazioni: - già nel '93, chi pensava che con un firewall (per di più router) "si fosse a posto", non aveva le idee molto chiare; anche adesso se qualcuno dice "ho un firewall quindi sono sicuro" viene preso a fischi e pernacchie, almeno spero ;) - già nel '93, chi pensava che fra la DMZ e la rete interna non ci fosse traffico, non aveva le idee molto chiare, figuriamoci adesso; nel '93, i server web erano pochi e per la maggior parte con pagine statiche, erano vetrine la cui compromissione non interessava quasi a nessuno, non erano loro il problema di sicurezza; l'incubo di allora era sendmail, che aveva un baco critico al mese; quello che si è messo per primo nella DMZ è stato il server di posta, che per definizione fa traffico con la rete interna; molto prima del '97. In effetti, nel '93 la DMZ si cominciava ad usare non in alternativa al "non essere connessi", bensì all'avere i sistemi pubblici semplicemente fuori o dentro dal firewall, entrambe soluzioni insoddisfacenti già allora. Insomma, una presentazione piuttosto naïf di quel periodo. Naturalmente si tratta di semplificazioni (le sue e le mie), ma il principio resta. Quello che non affronta è il perché esiste la DMZ, che non è non far parlare il server web con la rete interna, bensì controllare il traffico in modo che passino solo alcuni canali, sperabilmente quelli legittimi. L'altro importante scopo della DMZ è "contenere" un attacco che abbia compromesso un sistema esposto al pubblico; funzionava nel '93 e funziona adesso, più o meno bene a seconda di quanto chi progetta le applicazioni e i relativi protocolli ritiene che la DMZ e il firewall siano solo fra i piedi e quindi da aggirare il meglio possibile. Chiaramente adesso i sistemi pubblici hanno in sè una criticità ben diversa. La richiesta che una rete sia "solo locale" o "solo pubblica" è, questo sì, una semplificazione inaccettabile. Se poi vogliamo discutere di quanto si riesca a far passare da un firewall nonostante i controlli, va bene. Altro problema, suggerisce quello che mi sembra uno degli errori più madornali e comuni, ovvero ridurre la sicurezza quasi solo all'autenticazione. La maggior parte dei problemi che descrive (Nimda ecc.) non sarebbero minimamente stati bloccati dall'autenticazione, nè come contagio nè come DoS sulla rete, visto che alla base della propagazione ci sono quasi sempre bachi del software o social engineering. Di fatto, nella maggior parte dei casi l'autenticazione non protegge dai DoS. Oltretutto, non può autenticare tutto il traffico entrante, mail e http, a meno di chiudersi nel suo piccolo mondo (oppure, a meno di voler imporre un meccanismo centralizzato di autenticazione a tutta Internet, magari con la scusa di evitare lo spam ;) Una volta compromesso un nodo che legittimamente può fare traffico con gli altri, l'autenticazione (semplificando) non serve più a niente, a meno di usare meccanismi di segregazione, cosa di cui la DMZ non è che un esempio. La segregazione/compartimentazione è un meccanismo fondamentale a tutti i livelli, da usare insieme all'autenticazione, non in alternativa (sul fatto che sulla rete aziendale dovrebbe essere autenticata qualsiasi cosa, è uno dei pochi punti su cui siamo d'accordo). Ci sono tante altre affermazioni approssimative, ma la sensazione che dà è che voglia ridurre tutto principalmente all'autenticazione al dominio e a un po' di sicurezza applicativa. La sicurezza applicativa è importante, e molto, ma non è alternativa alla sicurezza di rete. Sono parecchi anni che qui e là vengono proposti questi concetti: il firewall è morto perché non c'è più un perimetro, l'autenticazione (o una qualsiasi altra tecnologia che si vuole spingere) vi risolve i problemi... da un "opinioned security evangelist", come si definisce sul sito, mi aspetterei qualcosa di meglio, quello che ha detto non rivoluziona proprio niente. È pieno di gente che dice che la sicurezza perimetrale è morta, ma chissà perché, io di reti con una gestione seria della sicurezza ma senza firewall non ne ho ancora viste. Affrontare un problema generale di architettura di rete mettendosi a descrivere come funzionano i domini o parlando dell'obsolescenza di NT rispetto a XP è deprimente nel migliore dei casi. Poi c'è qualche manciata di FUD qua e là: i pacchetti IP spoofati, i tunnel http (https, immagino, visto che parla di SSL), e un po' di affermazioni generiche: possiamo usare i ruoli, possiamo usare il privilegio minimo... tutte cose vere, in teoria, ma nella pratica ancora più complesse che gestire il traffico con una DMZ. Elenca una serie di tecnologie senz'altro importanti, ma non vedo nè come nè perché queste siano un'alternativa all'uso di DMZ, che ha uno scopo diverso e complementare. ciao - Claudio -- Claudio Telmon claudio@xxxxxxxxxx http://www.telmon.org
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