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Archivio: Febbraio 2006 ml@sikurezza.org Soggetto: [ml] RE: Controllo Accesso Mittente: fabio.dianda Data: Wed, 22 Feb 2006 12:46:42 +0100 (CET)
> Date: Tue, 21 Feb 2006 11:09:56 +0100 (CET) > From: Felix <felix.t@xxxxxxxxxx> > Subject: [ml] RE: Controllo Accesso > To: ml@xxxxxxxxxxxxx > Message-ID: <8735488.1140516596233.JavaMail.root@ps19> > Content-Type: text/plain;charset="UTF-8" > > >>puoi sempre tornare a sistemi distribuiti tipo LTSP per cui DECIDI tu > > cosa l'utente ha a disposizione da eseguire... nessun >tipo di accesso > fisico alla macchina > > Sì ma così si centralizzerebbe qualsiasi cosa.. invece la domanda > nasceva dall'ipotesi di decentralizzare tutto, controllo d'accesso > incluso. Cmq grazie lo stesso per l'idea :-) > > Felix Premessa, opinione personale: prima di autorizzare devi "autenticare" in senso lato, quindi qualcosa devi condividere/sapere sui client/utenti/soggetti ... insomma come diceva il mio prof. non si scappa da: "Something you know" "Something you have" "Something you are" Il problema di fondo che io vedo è un problema di interpretazione (e scrittura) della politica di controllo degli accessi/autorizzazione, dove politica == programma. Anche ipotizzando di avere un modo per esprimere chi può accedere a cosa, l'interpretazione di tali regole deve stare "dal lato" di chi gestisce la risorsa. In passato ho incontrato alcune soluzioni di controllo degli accessi distributo, ma di fatto quello che viene proposto è la distribuzione delle regole e la centralizzazione dell'interpretazione delle stesse. Hola, Fabio Dianda -- Email.it, the professional e-mail, gratis per te: http://www.email.it/f Sponsor: Telefonare all'estero risparmiando fino all'80%? Con Email.it Phone Card puoi, clicca e scopri tutti i vantaggi Clicca qui: http://adv.email.it/cgi-bin/foclick.cgi?mid=2683&d=22-2
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