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Archivio: Marzo 2005 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] domanda su architettura di rete (DMZ) Mittente: giovambattista vieri Data: Thu, 31 Mar 2005 10:56:11 +0200 (CEST)
On Tuesday 29 March 2005 15:47, Mariano Cunietti wrote: > Ciao a tutti, > ho appena avuto un confronto (chiamiamolo così) con il mio responsabile > riguardo a una soluzione di rete per la DMZ che serve i nostri 5000+ > utenti (DNS, mail hub, vari www,ftp, proxy, news), più altre amenità di > servizio (accounting, monitoraggio etc). > ok > La sua idea è quella di togliere di mezzo il firewall Linux che gestisce > gli accessi alla DMZ, e di esporre direttamente le macchine con dei > firewall iptables onboard. Sostiene che un firewall che faccia da single > point of failure renderebbe inutile la ridondanza dei servizi e delle > macchine. Inoltre secondo lui, se si configurano correttamente i demoni > in ascolto, la protezione di un firewall sul gateway risulta inutile. > Alt: se il problema e' la ridondanza allora si posso usare fw ridondanti... Inoltre: parlare di ridondanza ha senso in una struttura gia' ridondante. Tu (ovviamente) non mi pare ci abbia dato informazioni dettagliate sulla tua situazione... E (imho) con ragione. > Parafrasando dei noti comici napoletani, "Ammè me pare 'na strunzata". > Però vorrei essere chirurgico nel cassare senza replica la cosa. > Mah allora se hai una struttura ridondata allora l'osservazione del spof ha senso, _ma_ imho di solito il problema non e' l'architettura o la normale amministrazione, quanto le "emergenze" informatiche funzionali alla struttura. Ora se per caso devi mettere in rete rapidamente o peggio di corsa un server o anche un client... Beh la possibilita' di errori e' (sempre imho) direttamente proporzionale alla fretta... In questo caso un firewall (ridondato se del caso) e' insostituibile. > Ho già diverse idee a proposito, ma mi rivolgo a voi per avere quanti > più spunti possibili. Tenete presente che: > > 1) Le macchine hanno IP pubblico assegnato fisicamente (niente > destination NAT) > 2) alcuni dei servizi che girano sui server non sono visibili a tutto il > mondo (ad es. il monitoraggio), ed esistono dell ACL IP-based > 3) Il sensore dell'IDS non è su questo firewall ma è posto "a monte" > Mi sembra comunque che un firewall ti possa aiutare per difenderti dalle fesserie o peggio dalle modifiche estemporanee che in una grande organizzazione sono ufficialmente impossibili ma praticamente la prassi... Quindi in sintesi: forse cio' che dice il tuo responsabile e' informaticamente corretto vista la architettura del sistema. Mi pare pero' pericolosa dal punto di visto del _presumibile_ normale funzionamento della organizzazione supportata dalla rete. Ciao
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