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Archivio: Maggio 2003 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: firewall e policy Mittente: Morpheus Data: 16 May 2003 11:31:41 -0000
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Alle 12:14, mercoledì 14 maggio 2003, Daniele Palumbo ha spippolato:
[snip]
> >Prendono in considerazione ip statici per semplicità didattica.
> > L'estensione agli ip dinamici è pressochè automatica (una volta capito
> > cosa fa la regola) con poche modifiche.
>
> su questo avrei qualcosa da ridire, ci sono persone che si sono smazzolate
> con ifconfig, cut e sed (tra le quali me dopo aver visto la prima volta
> non_ricordo_quale_howto) e che hanno appunto "estratto" l'ip
> dall'interfaccia desiderata... mi sembra un approccio molto "dinamico"
Sicuramente mi sono spiegato male. Provo a riassumere brevemente tutto il
discorso. Quello che intendevo dire è semplicemente che, soprattutto in
piccole lan, come posso arguire dalla premessa riguardante il possesso di un
ip dinamico e dal tipo di contratto con l'ISP, una volta fissata/e
l'interfaccia/e da filtrare (tipicamente ppp0 e poco altro) risulta
estremamente più comodo e snello ricorrere alla statefull inspection ed al
connection tracking di netfilter piuttosto che "granularizzare" pesantemente
le regole con tutti i problemi che cio' si trascina dietro. Questo, salvo
esigenze particolari che trovano riscontro nella struttura del set di regole
fissato, rende di fatto inutile il lavoro di estrazione dell'ip assegnato "a
suon di" espressioni regolari. Naturalmente la scrittura di documentazione
più o meno esaustiva e quanto più possibile generica, che illustri al meglio
le potenzialità di un pacchetto nell'ambito di spazi ristretti, impone l'uso
di esempi altrettanto generici in cui vengono chiamati in causa tutti i
concetti esposti (ciò non significa che siano metodicamente tutti utili per
il singolo caso). L'approccio didattico più semplice e conciso obbliga,
secondo tali premesse, a riferirsi ad indirizzi ip ben definiti (statici).
Penso di aver individuato l'how-to chiamato in causa ed in esso, se hai
occasione di rivederlo, noterai ad esempio che vengono filtrati (e drop-pati)
gli indirizzi ip di tutte le reti di classe privata in arrivo da internet per
mettersi al riparo dai problemi di spoofing. Naturalmente quello è solo un
esempio volto a facilitare la comprensione di un insieme di regole (gli
indirizzi di classe privata non vengono instradati dai router per ovvie
ragioni, inoltre il possesso di una sola rete di classe C non richiede il
filtraggio delle reti di classe A e B come potrebbe sembrare da un esame poco
attento di quel documento).
Spero di aver chiarito meglio la questione e mi scuso con tutti per la
lungaggine.
Saluti
Paolo
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Linux R.U. 223916 R.M. 106779
Ci vuole giorno molto piovoso
per annegare papera
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