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Archivio: Maggio 2004 ml@sikurezza.org Soggetto: R: Vulnerability Assesment Mittente: Damiano Bolzoni Data: 5 May 2004 00:35:03 -0000
Nella mia esperienza personale sono riuscito ad applicare le tecniche descritte in BFI o Phrack credo nell'1% dei casi dei Penetration Test che ho fatto (e, scusa l'eventuale egocentrismo, non per mancanza tecnica :) ). Come ho scritto nel messaggio precedente, il "come fare" un'attività di ethical hacking non è qualcosa che si impara sui libri. Inoltre i tool di analisi di vulnerabilità si impiegano giusto per fornire una fotografia dello stato di aggiornamento dei sistemi, perché è sempre più raro trovare server *davvero* in uno stato di "abbandono" :) (anche perché, se vogliamo essere pignoli, un PT è un tentativo di intrusione non un vulnerability assessment). Ormai il mercato si è orientato nel fornire soluzioni web based anche per eseguire l'amministrazione del sistema stesso (vedi il servizio Microsoft di cui si parla attualmente in altri post): tali applicazioni sono diventate il target principale. I portali, di qualunque genere essi siano, non possono fare a meno ormai di un DBMS e sono quelle le informazioni che vanno raggiunte (posso garantirti che un cliente a cui non dimostri di aver acquisito informazioni sensibili non ritiene riuscito il PT...). Questo non vuol dire esulare altre verifiche (proxy in modalità riverse, FTP con accesso anonimo, ecc.), ma, come è corretto e sperabile sia, gli skill tecnici (e di sicurezza) di chi gestisce i sistemi sono cresciuti, quindi si incontrano sempre meno configurazioni errate (browsing delle directory) o sistemi non aggiornati. Personalmente ritengo che senza una solida base di programmazione a basso livello (spesso mi sono costruito appositamente dei tool per portare a termine una singola attività o eseguito reverse engineering su porzioni di archivi JAR "prelevati") si verrà tagliati fuori man mano, perché gli errori vanno ricercati nelle implementazioni dei servizi. Lo stesso OSSTMM, sebbene affronti l'argomento in maniera scientifica e minuziosa, non può darti che uno schema e dei passi da seguire, per quanto particolareggiati...il tester deve aggiungere la Fantasia e l'Ingegno... :) -----Messaggio originale----- Da: Antonio Parata [mailto:antoniomassimo.parata@xxxxxxxxxxxxx] Inviato: lunedì 3 maggio 2004 13.21 A: ml@xxxxxxxxxxxxx Oggetto: Re: Vulnerability Assesment >On Thu, 2004-04-29 at 23:52 +0200, Andrea wrote: > volevo sapere se qualcuno di voi puo' darmi qualche info utile per > reperire manuali on-line oppure libri su cui posso apprendere il > procedimento che si dovrebbe attuare in caso di valutazione delle > vulnerabilita' su infrastrutture di rete o singoli server. Come gia' da altri consigliato, dai uno sguardo all'OSSTMM. Comunque non pensare di trovare tutte le tue risposte in questo manuale. Cio' che ti verra' detto e' semplicemente (?) COSA fare, ma non COME lo devi fare. Inoltre per esperienza personale, lascia perdere tutti i libri che sono stati scritti da famigerati hacker o che generalmente fanno troppo riferimento a tecniche segrete usate dagli hacker. Comprati un bel libro di sicurezza, ad esempio Firewalls and Internet Security ( o la versione italiana Firewall e sicurezza in rete ). Se il tuo scopo è quello di effettuare sessioni di ethical hacking, non ti resta che affidarti ad un NSS ( Network Security Scanner ) come Nessus e ovviamente leggere le e-zine dell'underground ( BFI e phrack in primis ). A proposito, dai uno sguardo al seguente link postato da Raistlin, sono sicuro che lo troverai molto interessante. http://www.imperva.com/application_defense_center/papers/ Saluti, Antonio "s4tan" Parata ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
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