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Archivio: Maggio 2008 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re: [ml] Static Password vs Changing Password
Mittente: Claudio Telmon
Data: Tue, 13 May 2008 21:44:00 +0200 (CEST)
Alberto Trivero wrote:
E' una questione di ricerca di compromessi adeguati. Il fatto che un
utente possa tenere in memoria, per sue ragioni, una password
considerata sicura secondo i classici criteri di complessità, non
implica che, in qualche modo (phishing attack, compromissione del
sistema dell'utente, shoulder surfing, etc..), qualcuno non possa
entrarvi lo stesso in possesso. Cambiare la password di un utente ogni
un tot di tempo dà qualche garanzia di sicurezza in più contro questi
problemi, non molto, ma qualcosina sì.
Ultimamente sono molto perplesso riguardo al concetto di qualità
della password, specialmente quando si parla di password
memorizzabili. Da quando mi occupo di sicurezza sento parlare di
password di 8 caratteri, casuali oppure scelte con un qualsiasi
criterio. Solo che negli ultimi quindici anni, qualcosa nelle
capacità di calcolo dei computer è cambiato ;) Tralascio per ora il
discorso relativo ad altri strumenti di autenticazione e rimango
sulle password.
Se non sbaglio i calcoli, una password casuale di 8 caratteri sono
qualcosa come 2^48 bit (8 caratteri da un set di circa 64). Appena
ci si sposta dalla password casuale, quale che sia il criterio di
selezione, il numero crolla rapidamente. Non so a che punto siano le
prestazioni dei cracker, ma ho l'impressione che 48 bit
rappresentino in molti casi ancora una protezione anche se le
password possono essere provate a velocità arbitraria e senza
impedimenti, ad esempio perché si ha un hash a disposizione (nessuno
investe troppo per la mia password su un blog), ma appena si cala un
po' credo che la protezione diventi trascurabile. Viceversa, se ci
sono impedimenti (rallentamenti, blocchi dopo un certo numero di
tentativi ecc.), la qualità diventa un problema meno importante,
come dimostrano le recenti discussione sui PIN dei bancomat. Allora
forse, invece di continuare a discutere sulle caratteristiche delle
password, sarebbe il caso di concentrarsi di più (noi, le norme, la
formazione, lo sviluppo di codice) su quali criteri usare per i
rallentamenti, su quali per il blocco (temporaneo) delle credenziali
e sulle situazioni in cui hash e simili sono disponibili, partendo
dall'ipotesi che se il sistema dell'utente è compromesso, non c'è
qualità della password, memoria o keyring che tenga.
Riguardo al cambio della password, anche qui è una questione di
modelli delle minacce. Secondo me, cambiare la password dell'home
banking di un utente è inutile, perché quando la password viene
compromessa, viene anche utilizzata subito e l'utente se ne accorge
in breve tempo, il tutto prima che ci sia necessità di cambiarla
("tutto aiuta" non è una grande idea quando implica anche una grossa
scomodità per l'utente). Viceversa, in un'azienda cambiare la
password può voler dire mettere un limite alla condivisione, quando
si ritiene che la cosa costituisca un problema.
ciao
- Claudio
--
Claudio Telmon
claudio@xxxxxxxxxx
http://www.telmon.org
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