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Archivio: Luglio 2001 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: Inutilita' Penetration Test Mittente: Fabio Pietrosanti (naif) Data: 27 Jul 2001 08:23:08 -0000
On Fri, Jul 27, 2001 at 12:12:30AM +0200, Zen wrote: > Il mio (humble) parere: l'operazione di sedersi a fianco del > responsabile dei sistemi informativi e' una cosa che e' buona > e giusta, nel momento in cui si desidera fare alla ditta una > consulenza per quelli che sono gli aspetti della security. Perche' il penetration test non e' l'equivalente di una consulenza? Impegna comunque la persona dedicata full-time per n giorni. > E' un'operazione se vuoi ancora piu' costosa, che coinvolge > molte persone sia da un lato che dall'altro, alterando > eventualmente processi azientali, procedure e, a volte, anche > l'hardware e/o il software impiegato in azienda. Sui tempi e risorse e' tutto da vedere quale fai prima... in questi ultimi mesi ho fatto entrambe e ho notato molto meno impegnativa come tempo l'analisi effettuata in casa del cliente, rispetto al pen-test di una azienda che si trovava in condizioni simili per la quale ho impiegato diversi giorni in + . Credo che interrompa "i processi aziendali" molto di + un exploit che ti crasha IIS, il reboot di una macchina per installare un packet driver per poi installare uno sniffer o no? Tutte operazioni rischiose dal punto di vista della stabilita' dell'azienda che si svolgono regolarmente durante un pen-test. > > Il pen-test invece e' utile proprio perche' lo fai da remoto, > impersonando l'entita' interessata ad accedere a dati > che non dovrebbe poter avere, e ottenendo informazioni > sulla rete bersaglio. Secondo me il 40% / 50% delle operazioni che compi durante un penetration test sono automatizzabili, come ad esempio i listing dei servizi aperti, di cui potresti avere una bella lista in un centesimo del tempo collegandoti sulla macchina e facendo netstat, eppoi analizzando la configurazione del firewall. O l'identificazione dei tipi e release di software installati, rilevabili + facilmente e dettagliatemente direttamente sulla macchina, e in mento tempo, senza la necessita' di "exploitare" tali servizi x dimostrarne le vulnerabilita' . Perche' sbattermi per cercare di ottenere informazioni sulla rete, che saranno imprecise e incomplete, quando ho la possibilita' di averle dettagliate e complete? > > La mia idea in proposito e', se vuoi, ancora piu' radicale: > il pen-test non dovresti farlo solo da remoto, ma anche in > locale :) > Mi spiego: la security e' un processo, e come tale abbraccia > tutte le parti della realta' aziendale. Quindi il pen-test > da remoto puo' (e secondo me dovrebbe) includere trash-diving, > divise da omino delle pulizie, e forse anche baffi finti :))) Queste sono le famose "operazioni di verifica" che magari puo' fare una societa' che ne acquisisce un'altra e vuole valutare on-the-road il livello di security fisica e logica dell'azienda acquisita. In pochi le fanno, costano uno sfacello, richiedono skill molto elevati, e hanno poca importanza ai fini dell'assestment, che andrebbe a sfruttare il know-how e le procedure della azienda acquirente, indipendentemente da questi risultati. Diciamo 1 cliente su 10.000 capita cosi'? Il problema di base, secondo me, e' che il 90% dei penetration test, vengono visti dai clienti, e proposti dai commerciali, come se fossero una effettiva valutazione del livello di sicurezza "informatica" dell'azienda. Ma questo non lo e', penso che ne siamo tutti daccordo, e sarebbe anche ora di fare invertire questo trend, spiegare cosa offre il report di un penetration test con tutte le sue limitazioni.. o no? [snip] > my 0.02E, Raggioni gia' in euro? :Pp -- Fabio Pietrosanti ( naif ) E-mail: naif@sikurezza.org - naif@blackhats.it PGP Key (DSS) http://naif.itapac.net/naif.asc -- Free advertising: www.openbsd.org Multiplatform Ultra-secure OS Free Flame: IPFilter sucks ! ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
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