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Archivio: Luglio 2001 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: Inutilita' Penetration Test Mittente: Francesco Trentini Data: 27 Jul 2001 17:09:53 -0000
"Fabio Pietrosanti (naif)" wrote: > l'identificazione dei tipi e release di software installati, > rilevabili + facilmente e dettagliatemente direttamente sulla macchina, e in > mento tempo, senza la necessita' di "exploitare" tali servizi x dimostrarne le > vulnerabilita' . 'anfatti. Di certo le informazioni ottenibili remotamente sono un sottoinsieme di quelle ottenibili localmente alla rete con pieno accesso agli apparati. Se qualcosa e' scoperto remotamente lo sara' anche localmente, non e' necessariamente vero il contrario. L'info gathering (tab routing, acl, versioni soft etc. etc. ) eseguito localmente e' quindi piu' 'strict', rigido e preferibile. Anche un test sulla capacita' di reattivita' della propria rete a situazioni di congestione (per esempio di un border router e quello che segue) e' possibile localmente. Necessario poi da eseguire localmente e' la scoperta di potenziali buchi exploitabili non conosciuti sia su software di terze parti che quelli creati dalla stessa azienda (esame dei sorgenti etc. etc.) ma non credo che qualche pazzo - se viene fatto tale controllo - allochi troppe risorse in questo. Per quanto riguarda l'automazione o meno di tali processi (senza tirare in ballo facili e scontati discorsi funzionali e etici di rapporto uomo/macchina) credo che attualmente gran parte dell'info gath sia possibile automaticamente, il ruolo umano sta poi nel soppesare la gravita' di eventuale falle e porvi rimedio. Invece per quanto riguarda il "remote penetration test" credo che tale appellativo sia su certe bocche piu' altisonante che opportunamente mirato al caso. <grin>. -- .FT ________________________________________________________ http://www.sikurezza.org - Italian Security Mailing List
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