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Archivio: Ottobre 2002 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: OpenVPN Mittente: valvoline Data: 14 Oct 2002 11:31:35 -0000
On Sat, Oct 05, 2002 at 04:50:43PM +0200, antirez wrote: > Qual'e' il problema a fare il rekey con la crittografia simmetrica? > Client e Server condividono un segreto da cui generano nuove > chiavi per ogni sessione e dopo ogni tot di byte/tempo, usando > qualcosa di pseudo-random per fare session_key=HMAC(secret,random). nel frattanto, io ti scopro il segreto, che magari avevate condiviso a fatica, e poi dovete reiniziare tutto (sempre se vi accorgete di me) :) > Io vedo il rekeying molto naturale anche con la crittografia > simmetrica a dire la verita', e, correggetemi se sbaglio, non > ci sono attualmente motivi scientifici per dire che e' meno > sicuro di trasmettere le chiavi di sessione con RSA. la kiave di sessione per sua natura ha una validita' limitata, e confinata ad una ben determinata sessione (appunto). di conseguenza, non ti servono motivazioni scientifiche, per affermare, che creare e sharare una chiave di sessione, non e' uguale, ke creare e sharare un keyring di chiavi simmetriche. in ogni caso le chiavi di sessioni, non DOVREBBERO essere trasmesse in chiaro; ma cmq, utilizzando un sistema asimmetrico (appunto) fatto di piu' passi di handshake. se il protocollo, fallisce, ed e' insicuro, e' per una debole implementazione. > > ad esempio per canali con tempo di vita medio proporzionato alla > > dimensione delle chiavi e una policy di scheduling delle chiavi > > concordata dalle due parti (e.g. uno schema OTP) puo' essere > > piu' che sensato evidentemente, ti sfugge un particolare cruciale: il costo delle risorse e delle energie che ti servono, per sharare i tuoi segreti ed instaurare una trasmissione. > Secondo me uno schema in cui c'e' un segreto per ogni diverso > client nel keyring del server, e in ogni diverso client, e' > ragionevole in un sacco di casi. E' possibile tagliare fuori > i client togliendo la loro chiave nel keyring. Il segreto > non viene mai esposto direttamente, passa sempre per una > funzione ad una via in cui si mescola a qualcosa di casuale > che passa in chiaro. Anche se SHA1 avesse dei problemi non > conosciuti, non mi sembra banale ottenere masterkey se si > parte dal seguente schema: > > ksess1 = SHA1HMAC(masterkey, RAND1) > ksess2 = SHA1HMAC(masterkey, RAND2) > ksess3 = SHA1HMAC(masterkey, RAND3) > ... > ksessN = SHA1HMAC(masterkey, RANDN) > > L'attacker conosce solo RAND1,RAND2,RAND3, ..., RANDN, > e possiede del ciphertext cifrato con ksess1, ksess2, ... e cosi' > via. Da quel che ne so, masterkey e' assolutamente al sicuro > persino se il block cipher utilizzato per cifrare e' assolutamente > insicuro. quello di cui parli e' un principio di crittografia asimmetrica! :), che manca pero' delle comodita' e delle agevolazioni che un sistema asimmetrico ti offre. -- [ valvoline :: VRL Team :: s0ftpj :: freaknet Medialab :: GPG key available ] [ key fingerprint :: - :: B7E2 48BC 705F AE8F 9ABE E422 076A 2561 1D67 B4DD ] [ GPG key available on keyserver :: pgp.mit.edu :: with keyID :: 1D67B4DD :: ]
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