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Archivio: Ottobre 2003 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: Consulenze e assunzione di responsabilita Mittente: Michele Vetturi Data: 29 Oct 2003 00:42:02 -0000
Non credo di andare OT con questo commento.
Ottenere accesso a sistemi in qualità di utenti privilegiati
root o admin permette di fare qualsiasi cosa si voglia sulla
macchina o sulla rete di cui essa fa parte ed è quindi assimilabile
all'ottenimento del sistema stesso nella sua totalità. Esattamente
quello che accade agli esaminatori forensi incaricati di una
indagine.
Non sono a conoscenza delle attività di consulenza di cui J0mb si
deve prendere carico, ma uno straccio di documentazione è
assolutamente necessaria.
A questo proposito, se lo ritenete utile, sul sito www.iritaly.org
è presente una modulistica standard per tenere traccia dei movimenti
delle fonti di prova e degli interventi avviati sul sistema.
Il documento in questione è la CHAIN OF CUSTODY, usata solitamente
per registrare le fonti di prova e i passaggi di consegna. A mio
parere si può usare tale documentazione (oltre alle altre messe a
disposizione sul sito) proprio per registrare il "PASSAGGIO DI
CONSEGNA *DEL SISTEMA*" dalle mani del reale amministratore a quelle
di J0mb che, nel lasso di tempo in cui opererà sul sistema, sarà
ritenuto responsabile.
Oltre a questo documento dovrebbe essere mantenuto un accurato
log cartaceo degli interventi svolti sul sistema, simile alla
documentazione mantenuta dall'addetto specializzato in un team
di Computer Forensics. Tale modulo è sempre disponibile sul
sito e trattasi della TABELLA DEI TEMPI.
In caso di *danni* non dimenticate di fare uso dei moduli di denuncia
e report di incidente informatico.
Best regards
On Mon, 2003-10-27 at 11:29, mazzilli_l@xxxxxxxxx wrote:
> Per quel che riguarda la mia esperienza (lato cliente), posso dire che
> l'intervento di un professionista dovrebbe essere corredato da una
> documentazione chiara di cio' che ha fatto, intendo cose ma
> soprattutto come, e come eventuale disclaimer il log del client ssh
> o telnet che riporta tutto cio' che il consulente ha digitato e le
> corrispondenti risposte del server. Eventualmente per dare un minimo
> di valore alla procedura, sarebbe opportuno creare copia cartacea
> controfirmata da entramne le parti.
>
> Il valore di questa "procedura" è, a mio parere, per entrambe le parti.
> Il consulente se ha fatto il suo dovere per bene sa che è tutelato
> dalle prove, cioè il log del client remoto. Il cliente con la
> documentazione rilasciata potrebbe (in alcuni casi) evitare l'onere
> di un nuovo intervento del consulente ripetendo gli stessi passi,
> cioè non considerando l'intervento come tale, ma come spunto di
> crescita professionale.
>
> Spero di non essere andato troppo OT ;)
> Ciao a tutti,
> L.
>
> >
> > Una soluzione minimale puo' essere lasciare all'azienda un documento con il
> > quale si comunica la chiusura del lavoro (utile anche ai fini delle eventuali
> > contestazioni tardive su difetti o errori che "casualmente" escono fuori quando
> > si tratta di pagare la fattura) e si ricorda di cambiare le password.
> > Saluti.
> > a
--
[ Michele 'd0lph1n' Vetturi michele.vetturi@xxxxxxxxxxx
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