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Archivio: Ottobre 2004 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] SW di riconoscimento biometrico tramite modo di battitura tasti Mittente: Claudio Telmon Data: Sat, 30 Oct 2004 12:32:25 +0200 (CEST)
Gian Carlo Ariosto wrote: >> Credo che ti stia ponendo il problema sbagliato. Tutti i dati biometrici >> sono rilevabili e in generale "pubblici", almeno in un'ottica di >> sicurezza: se usi l'impronta del tuo pollice in due aziende diverse, è >> chiaro che ognuna delle due ha le credenziali che usi per l'altra. La >> sicurezza (l'unica sicurezza) dei sistemi biometrici è che i dati >> dovrebbero poter essere forniti solo tramite un dispositivo di input >> completamente sotto il controllo di chi sta verificando l'identità; per >> il resto, si tratta di una "password" fissa, nota e non modificabile. Da >> questo punto di vista, un lettore di impronte digitali o la tecnologia >> di Torino sono equivalenti. >> > > Non mi pare: per l'impronta digitale occorre... il dito (che si spera > sia attaccato al suo proprietario), mentre per l'autenticazione tramite > la digitazione potrebbe esserci un emulatore di tastiera che riproduce > esattamente la digitazione della persona autorizzata, precedentemente > registrata da un apposito spyware. Se stai parlando di un emulatore software, non sono d'accordo, ed è proprio questo che intendevo. Il pollice viene letto dal lettore, che ne ricava una stringa di bit che il driver passa al programma che effettua il confronto con un database, locale o remoto. Se sei in grado di mettere un emulatore di tastiera, sei anche in grado di inserire artificiosamente i dati da passare al database per il confronto. Se invece stai parlando di un emulatore meccanico, che non richieda di manomettere la tastiera (altrimenti potresti analogamente sostituire il lettore di impronta con un apparecchio che fornisca sempre l'input richiesto), effettivamente hai ragione. Possiamo metterla così: simulare il dito di fronte al lettore è probabilmente più difficile che simulare la battitura sulla tastiera. In questo senso, la tecnologia di Torino è probabilmente più debole. Non una differenza concettuale, ma significativa a seconda del contesto di utilizzo . A titolo di curiosità, un oggetto come quello che servirebbe è stato sicuramente già realizzato. Parecchi anni fa, allo scopo di riutilizzare anche come stampanti le macchine da scrivere di allora, prive di porte di comunicazione, non ricordo se Olivetti o IBM aveva realizzato (con poco successo) una "maschera" che copriva la tastiera, con un pistoncino in corrispondenza di ogni tasto. ciao - Claudio -- Claudio Telmon claudio@xxxxxxxxxx http://www.telmon.org
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