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Archivio: Novembre 2002 ml@sikurezza.org
Soggetto: R: [2] Ancora sul controllo mail e web sul luogo di lavoro]
Mittente: Igor Falcomata'
Data: 26 Nov 2002 08:41:16 -0000
----- Forwarded message from Luca de Grazia <luca.de.grazia<at>degrazia.it> -----

Date: Tue, 26 Nov 2002 09:18:46 +0100
To: ml-digest<at>sikurezza.org
From: Luca de Grazia <luca.de.grazia<at>degrazia.it>
Subject: R: [2] Ancora sul controllo mail e web sul luogo di lavoro

>Soggetto: R: Ancora sul controllo mail e web sul luogo di lavoro
>Mittente: Marino de Stena
>Data: 22 Nov 2002 21:43:04 -0000


+++
Ed io Ti ringrazio per il saluto, caro Daniele.

DM>
>Sulla questione giuridica, i riferimenti normativi (sono *generici*, non ve 
>ne sono specifrici sull'argomento), sono: artt. 616 e 617-quater c.p.,
nonche' artt. 4 e 8 l. 
>300/70 (lo Statuto dei lavoratori).

Aggiungerei anche l'onnipresente art.35 della legge 675/96, ovvero il
trattamento illecito di dati personali (quanto al contenuto dell'email e
quanto all'account stesso)

DM>
>In margine, ma si tratta di un consiglio non strettamente giuridico, mi 
>associo al consiglio di evitare di trattare fatti personali mediante posta
c.d. *aziendale*.

Mi associo anche io, a prescindere dagli aspetti di rilevanza penale, in
linea di massima si tratta praticamente sempre di una violazione dei doveri
di lealta' e fedelta' del dipendente, e puo' quindi tranquillamente portare
a ricevere delle sanzioni disciplinari e, nei casi piu' gravi, anche al
licenziamento.

Rispondo - parzialmente - anche al post di Fabio (Naif), facendo presente
che i "motivi di studio" sono sempre stati considerati come esimenti di
determinati comportamenti anti giuridici.
Ma se un ricercatore di un ospedale "prova" i vaccini anti malattie
infettive sulle persone, e qualcuna di queste sta male sono lesioni
personali, se muore, e' omicidio. O no? :-)
Stesso discorso per il c.d. "hacker"....qualora rimanga a "provare" le cose
"a casa sua" o "presso qualcuno che gli mette a disposizione l'ambiente",
nessuna questione (in questo caso e' davvero del tutto assimilabile ad uno
"scienziato"); qualora invece - a tentoni - vada a "controllare" se
qualcuno non ha i sistemi di sicurezza a posto, allora il discorso cambia e
di parecchio.
Il che - come spesso ho affermato - non vuol dire che si vada
"necessariamente" in galera, ma puo' semplicemente voler dire che si e'
sottoposti ad indagini, in genere occorre pagare un avvocato, e quindi ci
si sottopone ad uno stress che si potrebbe anche evitare.
A prescindere sempre dal risarcimento del danno in sede civile, che ritengo
probabilmente un deterrente piu' "pesante" della minaccia di soggiorno
nelle patrie galere :-)
Colgo semplicemente l'occasione per esprimere il mio modesto parere su un
determinato modo di "fare informazione".
Ritengo che troppo spesso noi avvocati - per la nostra parte - non
riusciamo a distaccarci dal punto di vista del "mestiere" di avvocato.
Come Daniele Minotti ben sa - ne abbiamo discusso tante volte insieme - gli
aspetti giuridici di una fattispecie dovrebbero essere ben distinti, come
cerchero' di spiegare qui di seguito:
a) analisi fattispecie in astratto (ovvero di quello che e' accaduto)
b) analisi della norma in astratto (ovvero lettura della norma di legge
senza preconcetti)
c) configurabilita' dell'ipotesi di reato in astratto (ovvero dell'illecito
civile o amministrativo)
d) una volta individuato quanto sopra, individuazione dei mezzi di prova
(documentali e non)
e) analisi della "resistenza" di tali mezzi di prova all'esito del giudizio
(ovvero, quanto e come la controparte mi puo' contestare quello che porto
come prova)
f) valutazione complessiva dei rischi legati alla questione e conseguente
"parere" al potenziale cliente (questo ovviamente nell'ambito della
professione)
Che poi come "avvocati" ci si possa sperticare ed - ovviamente - anche
riuscire spesso a "tirar fuori dalle peste" il cliente, e' un discorso
ulteriore, a mio parere.
Qui ci si dovrebbe porre dal punto di vista di chi, richiesto di un parere
"pro veritate", debba "assicurare" al potenziale cliente (quindi al
frequentatore della lista, che pone la domanda per conoscere aspetti a lui
non noti, non che debba essere un potenziale cliente, sia chiaro)
l'assoluta impunita' da qualunque norma per il comportamento che il
medesimo soggetto vorra' compiere.
Spero di non avervi annoiato e vi saluto; tenete presente per le risposte
che ho la ML in digest, per cui - eventualmente - rispondero' con un
leggero ritardo.
Luca-M. de Grazia
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Avvocato - Patrocinante in Cassazione
E-mail: luca<at>degrazia.it - studio<at>degrazia.it
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