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Archivio: Novembre 2003 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re: La programmazione sicura "dei poveri"
Mittente: Michele Albrigo
Data: 13 Nov 2003 23:24:11 -0000
Rispondo ad entrambe le mail ed alle varie obiezioni...
Chroot di apache e python: ni. Se metto un interprete python accessibile
all'interno della chroot, ho l'impressione di lasciare, a disposizione
del malintenzionato di turno, il classico "coltellino svizzero multiuso"
con cui lanciare tutte le chiamate di sistema che vuole facendo danni a
destra e a manca. Ovviamente questo problema verrebbe pesantemente
ridotto implementando un discorso di controllo delle syscall eseguite
dall'interprete python. La mia idea, ad ogni modo, era di provare (mai
fatto prima, almeno da me) a mettere il server web e l'applicazione
all'interno di una sorvegliatissima macchina virtuale, da fare con user
mode linux e di cui controllare accuratamente filesystem e traffico di
rete usando la macchina che la ospita. Se vedo traffico imprevisto
oppure modifiche poco chiare al filesystem, potrei spegnere la macchina
virtuale e rimpiazzare il suo filesystem con una versione "pulita"
preparata in precedenza. Preciso che tutto questo e' superiore alle
esigenze di sicurezza dell'applicazione in se, la vedo piu' come
esperienza didattica... ...visto che in questo caso me la posso permettere!
Libsafe: potrebbe essere un'ottima idea, e' quello che pensavo di fare
"a mano"...
Per ora grazie mille ad entrambi!
Ciao
Michele Albrigo
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