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Archivio: Novembre 2005 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] Reverse DNS Mittente: Marco Data: Fri, 11 Nov 2005 18:52:54 +0100 (CET)
> Skull wrote: > > > Marco wrote: > > I reverse dns nel caso del controllo della posta non servono proprio a > > niente di tutto quello che viene menzionato da chi si vanta di averli > > attivati per proteggere la posta dei propri clienti: non proteggono dallo > > spam, nè garatiscono l'identità del mittente. Però rallentano l'invio > > della posta, e questo si che è un gran bel vantaggio.. > > Qui faccio un appunto perchè non condivido affatto la considerazione, per > quanto mi trovi in accordo con il resto di ciò che scrivi (posto che non > applico quel genere di filtraggio, comunque). > > Il controllo di esistenza del reverse dns non ferma spam? *Molto* > obiettabile: ne ferma parecchio, a chi lo usa. Solo, ha il problema di > causare grosse quantità di falsi positivi. Ma io non ho detto che non ferma lo spam, ho detto che non *protegge* dallo spam. A mio parere un sistema che crea una valanga di falsi positivi è da considerarsi non valido: se no a questo punto tanto vale staccare il cavo di rete e dire che si è risolto *definitivamente* il problema dello spam. Il problema sta appunto nel fatto che il reverse dns non è una configurazione obbligatoria, e ognuno può decidere come fare, e anche che nome dare ai propri reverse. Come giustamente è stato detto io posso benissimo configurare un ip che risolva come reverse "mail.aol.com". Ovviamente facendo un ulteriore reverse del reverse si vede che l'ip originale non corrisponde all'ultimo ricavato, ma si sono già fatte almeno 2 query dns per ricavare una informazione che comunque non ti dà una risposta definitiva sul fatto che si tratti di uno spammer o no: tralasciando il caso "aol.com" che data la mole dell'impresa avrà pur qualche sysadmin competente in grado di gestire correttamente le cose, mi immagino i casi di piccoli provider o semplicemente uffici o privati che si vogliono installare sulle proprie macchine un server smtp da usare per mandare la posta, per evitare di usare server esterni (e le motivazioni valide per questa scelta sono molte, sulle quali non mi soffermo perchè vanno oltre l'argomento): dovrebbero forse configurarsi pure i dns loro stessi? E se hanno ip dinamici? Vengono tagliati fuori. E di nuovo qui si torna allo stesso punto, ovvero valanghe di falsi positivi. Insomma, io non vedo nel reverse dns la soluzione allo spam, mentre è un buon sistema per complicare la vita della gente comune: uno spammer il modo di inviare le sue belle mail in ogni caso lo trova sempre, mentre un cliente no, e spesso se la può anche prendere con te perchè "non ti adegui alle novità della rete". > Perchè ne ferma tanto? Per il semplice fatto che ci si aspetta che un server > (e il nostro principale punto di contatto con il mondo esterno in primis) > abbia una configurazione un pelo più "curata" e professionale rispetto al PC > della segretaria o alla connessione ADSL che mio fratello usa per giocare. > L'rDNS ne fa parte. Non vedo perchè si debba fare distinzione tra pc "professionali" e non. Cos'è che rende un pc professionale? E perchè uno dovrebbe essere autorizzato a mandare mail e un altro no, solo in base agli argomenti del loro contenuto (ludico, lavorativo o personale che sia)? Mi sembra che questo discorso vada in netto contrasto con la filosofia della rete, ovvero condividere le informazioni e dare a tutti quanti un sistema economico e funzionale per condividere ed accedere alle informazioni. > Attualmente si sta pensando a meccanismi intricatissimi per sventare il > forgery di tutto ciò che è coinvolto in una transazione SMTP. Ma c'è un sol > forgery che, *tecnicamente* non è aggirabile per l'implementazione > "canonica" del protocollo: il sender. In realtà tutto il resto, se fatto con > i crismi, si fa. > Se una macchina che si collega ad un mio server si presenta come > "mail.aol.com", e se aol.com ha la zona diretta e inversa ben gestite (come > le ha), dalle quali posso stabilire che quella macchina non è chi dice di > essere, sono in grado in qualsiasi momento di mandarlo a quel paese. > Questo, se fosse applicabile su ogni transazione SMTP (ovvero: se ognuno > gestisse zona diretta e inversa in maniera decente) segherebbe le gambe > *completamente* al meccanismo direct-to-MX, che rappresenta il 99% dello > spam attuale. E se la macchina si presenta invece come "pippo.spammer.com", oppure "angel.heaven.org", ed è effettivamente chi dice di essere, perchè il bravo spammer (che gestisce entrambe le macchine dell'esempio) ha configurato correttamente il reverse del suo/suoi ip? Che fai? Accetti o no? Il reverse lo ha configurato, quindi deve essere considerato un "buono"? Certo che no. E qui si presenta la necessità di gestire un database dei "buoni" e dei "cattivi". E chi lo gestisce? Ovviamente senza contare che liste simili ci sono già (RBL e simili), senza la necessità dei reverse dns. Un'altra volta si arriva allo stesso risultato: reverse non indispensabili, che non aggiungono niente di più (a parte i problemi prima citati) a quel che già si può fare. > fine blaterazioni Perchè blaterazioni? Ciao -- Marco http://www.wizshelf.net
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