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Archivio: Novembre 2005 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re: [ml] Reverse DNS
Mittente: Skull
Data: Fri, 11 Nov 2005 21:54:18 +0100 (CET)
Marco wrote:
Ma io non ho detto che non ferma lo spam, ho detto che non *protegge* dallo
spam.
Francamente mi sfugge la differenza... O__o
A mio parere un sistema che crea una valanga di falsi positivi è da
considerarsi non valido: se no a questo punto tanto vale staccare il cavo di
rete e dire che si è risolto *definitivamente* il problema dello spam.
Su questo sono d'accordo, ma come sempre su questo argomento c'è
ambiente ed ambiente (così come c'è configurazione e configurazione).
Ci sono ambienti "molto gestiti", in cui ci si può permettere anche di
"calcare la mano". Uno tra tutti, la già citata AOL:
http://postmaster.aol.com/guidelines/standards.html
Diciamo piuttosto che, quanto più si calca la mano, tanto più lavoro
bisogna mettere in campo.
Il problema sta appunto nel fatto che il reverse dns non è una configurazione
obbligatoria, e ognuno può decidere come fare, e anche che nome dare ai
propri reverse.
Questo non è proprio corretto: le regole ci sono, ma vengono ignorate
perchè "tanto va lo stesso", che è diverso da "non ci sono regole".
Questa è una visione molto italica, francamente... :-/
Come giustamente è stato detto io posso benissimo configurare
un ip che risolva come reverse "mail.aol.com". Ovviamente facendo un
ulteriore reverse del reverse si vede che l'ip originale non corrisponde
all'ultimo ricavato, ma si sono già fatte almeno 2 query dns per ricavare una
informazione che comunque non ti dà una risposta definitiva sul fatto che si
tratti di uno spammer o no:
Non credo sia questione di "spammer o no". E' questione Aol o no. Fine.
Se non lo è, è qualcuno che sta cercando di farsi passare per Aol.
Non so tu, ma io non la vedo come una buona credenziale per qualcuno che
vorrebbe comunicare con me.
Ti dirò di più: sui miei sistemi *ci sono* delle verifiche come queste.
Se qualcuno si presenta come macchina aol, verifico anche che *sia* una
macchina AOL (e altrettanto vale per altre entità).
Sono controlli che sono lì da anni, e per quanto ricordo non hanno mai
dato *un* falso positivo.
tralasciando il caso "aol.com" che data la mole
dell'impresa avrà pur qualche sysadmin competente in grado di gestire
correttamente le cose
Diciamo pure che questo è un eufemismo. Chi si occupa attivamente di
spam *sa* quanto pesante sia stato l'apporto di AOL negli ultimi anni...
mi immagino i casi di piccoli provider o semplicemente
uffici o privati che si vogliono installare sulle proprie macchine un server
smtp da usare per mandare la posta, per evitare di usare server esterni (e le
motivazioni valide per questa scelta sono molte, sulle quali non mi soffermo
perchè vanno oltre l'argomento): dovrebbero forse configurarsi pure i dns
loro stessi? E se hanno ip dinamici? Vengono tagliati fuori. E di nuovo qui
si torna allo stesso punto, ovvero valanghe di falsi positivi.
Internet *non è* un regno anarchico. Internet funziona perchè ci si è
dati delle regole.
Se si vuole ignorarle perchè "a casa mia faccio quello che mi pare", si
accetta anche lo scotto: che gli altri, a casa loro, fanno quello che
vogliono, e sono perfettamente liberi di mandare a quel paese quelli che
credono che le regole possono non applicarsi a loro.
Incidentalmente, parlare di "valanghe di falsi positivi" parlando di
blocco di dinamici, è un *pelino* azzardato, fidati...
Insomma, io non vedo nel reverse dns la soluzione allo spam, mentre è un buon
sistema per complicare la vita della gente comune: uno spammer il modo di
inviare le sue belle mail in ogni caso lo trova sempre, mentre un cliente no,
e spesso se la può anche prendere con te perchè "non ti adegui alle novità
della rete".
Coloro che tra noi si occupano di impedire che "trovino lo stesso il
modo di spedire le proprie mail", guardacaso, la pensano diversamente.
Un motivo, forse, ci sarà.
Il rDNS *non è*la soluzione per lo spam, e su questo siamo d'accordo.
La soluzione dello spam è una mistura di soluzioni tecniche, soluzioni
di sicurezza, e enforcing delle best practices. Su questo c'è
convergenza di praticamente tutte le organizzazioni e i gruppi di lavoro
che internazionalmente si occupano della cosa.
E l'enforcing delle best practices passa *anche* per una corretta
gestione del rDNS.
Non vedo perchè si debba fare distinzione tra pc "professionali" e non. Cos'è
che rende un pc professionale?
Non ho parlato di PC. Ho parlato di configurazioni.
E perchè uno dovrebbe essere autorizzato a
mandare mail e un altro no, solo in base agli argomenti del loro contenuto
(ludico, lavorativo o personale che sia)?
Il contenuto non conta nulla.
Il problema è che SMTP è un protocollo che prevede dei layer, con dei
server che fungono da instradatori per quello che i client sottopongono
loro.
Sta in piedi decentemente, in quanto a rapporto segnale/rumore,
fintantochè l'accesso all'instradamento è controllato; ed è controllato
fino a quando sono in grado di riconoscere un instradatore lecito da uno
non lecito.
Nessuno impedisce a nessuno di farsi il server in casa. Solo, è bene che
si rispettino delle regole, affinchè chi sta dall'altra parte possa
riconoscere un instradatore lecito tra i milioni di instradatori abusivi
che cercano di contattarci tutti i santi giorni.
Attualmente, il media ha un rapporto segnale/rumore infimo, proprio
perchè il controllo sull'accesso è ancora troppo scarso.
Chi ha implementato un robusto controllo sull'accesso (vedasi la già
citata Aol) ha praticamente eradicato lo spam generato dalle proprie
reti, o perlomeno lo ha ridotto ad un problema trascurabile.
Mi sembra che questo discorso vada
in netto contrasto con la filosofia della rete, ovvero condividere le
informazioni e dare a tutti quanti un sistema economico e funzionale per
condividere ed accedere alle informazioni.
Quanto a questo discorso, vent'anni fa era normale, per un server SMTP,
essere un open relay...
Il problema è proprio questo, purtroppo: proprio in funzione della
troppa libertà di condividere qualsiasi cosa, il sistema email, che dal
punto di vista prettamente funzionale è una delle cose meglio riuscite
di Internet, è sull'orlo del collasso.
Possiamo decidere: o iniziare a venire a patti con delle regole, oppure
finire di mandare all'aria il sistema attuale affinchè "ognuno a casa
propria possa fare quello che gli pare".
E se la macchina si presenta invece come "pippo.spammer.com", oppure
"angel.heaven.org", ed è effettivamente chi dice di essere, perchè il bravo
spammer (che gestisce entrambe le macchine dell'esempio) ha configurato
correttamente il reverse del suo/suoi ip? Che fai? Accetti o no? Il reverse
lo ha configurato, quindi deve essere considerato un "buono"? Certo che no.
Temo che manchi il punto. Avere un corretto rDNS non rende nè buoni nè
cattivi. Serve a identificarsi.
In funzione di come mi identifico, saranno gli altri a decidere se sono
buono o cattivo. Io ho fatto il mio, e mi distinguo come legittimo
proprietario del dominio X, con il quale le mie macchine si presentano,
distinguendomi in tal modo dalle centinaia di macchine trojanizzate che
giornalmente fanno (o possono fare) altrettanto.
Ti pare poco?
qui si presenta la necessità di gestire un database dei "buoni" e dei
"cattivi". E chi lo gestisce?
A casa mia, io. A casa tua, tu.
Se ho voglia e me ne fido, uso quella di qualcun altro, e la gestisce
lui. E' importante? Ma, soprattutto, cosa c'entra?!?
fine blaterazioni
Perchè blaterazioni?
Perchè tendo a diventare verboso, e ho fatto questo discorso troppe
volte... :-/
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