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Archivio: Novembre 2005 ml@sikurezza.org Soggetto: Re: [ml] RootKitHunter Mittente: Marco d'Itri Data: Fri, 18 Nov 2005 13:51:55 +0100 (CET)
On Nov 18, Marco Pennelli <heart@xxxxxxxxxxx> wrote: > amministrativo (detto "root"). Autenticarsi al sistema direttamente come > root non e' molto consigliabile visto che si ha il totale controllo e > gli incidenti potrebbero non mancare (cancellazione di file, etc). Questo è irrilevante, visto che con su o sudo si ottengono gli stessi privilegi. > Inoltre l'accesso da root diretto, magari da X, permette l'esecuzione di > processi con i superpoteri di root andando ad incrementare la debolezza > del sistema in caso di determinati attacchi. Questo pure, visto che si sta discutendo di ssh. > Per quanto riguarda SSH, visto che il topic e' su questo, disabilitare > l'accesso remoto diretto da root, permette di evitare attacchi brute > force mirati a beccare la pass di root e da li' l'accesso in piena > liberta' al sistema. Questo vale per qualsiasi account, quindi non mi sembra una motivazione particolarmente importante rispetto ai benefici pratici che si hanno permettendo il login a root (principalmente l'uso di scp e rsync, per quanto mi riguarda). Mimmus <dviggiani@xxxxxxxxxx> ha fornito una motivazione un po' più valida: > In ambienti "promiscui", dove tante persone conoscono la password di root, > non si riesce mai a sapere chi ha fatto qualcosa. > Se si costringono gli amministratori ad entrare con il loro account e a fare > 'su', si riesce a capire qualcosa in piu'. che però non mi sembra applicabile al contesto, in cui c'è un unico amministratore, e che comunque non aggiunge sicurezza di per sè ma è un modo per obbligare dei cattivi amministratori a fare le cose con ordine (e quindi è di nuovo da valutare se vale i fastidi che causa). -- ciao, Marco
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