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Archivio: Novembre 2005 ml@sikurezza.org
Soggetto: Login a SSH come root [Was: Re: [ml] RootKitHunter]
Mittente: Marco Ermini
Data: Tue, 22 Nov 2005 15:00:50 +0100 (CET)
On 11/18/05, Marco d'Itri <md@xxxxxxxx> wrote:
> On Nov 18, Marco Pennelli <heart@xxxxxxxxxxx> wrote:
>
> > amministrativo (detto "root"). Autenticarsi al sistema direttamente come
> > root non e' molto consigliabile visto che si ha il totale controllo e
> > gli incidenti potrebbero non mancare (cancellazione di file, etc).
> Questo è irrilevante, visto che con su o sudo si ottengono gli stessi
> privilegi.

É tecnicamente vero, ma da un punto di vista "amministrativo" (e nel
mondo della sicurezza non è certo un punto di vista irrilevante) trovo
che Marco Pennelli abbia pienamente ragione (però, è una discussione
tra tre Marchi... :-).

Se hai piú di 5 computer nella tua azienda, forse c'é anche piú di un
sysadmin. E forse ci sono diversi sysadmin con diversi privilegi. E
forse anche degli utenti che fanno login ma non possono usare sudo o
su, o possono usare sudo soltanto per fare, ad esempio, snoop o
netstat ecc.. E magari, esiste un sistema di autenticazione
centralizzato (odierei dover cambiare la mia password su 100 server,
uno ad uno...). Insomma, IMHO è sempre consigliabile - a meno che tu
non sia una "one man band" e faccia tutto da solo - avere uno straccio
di policy di sicurezza nella tua azienda, e quella di non accedere MAI
direttamente come root - cosí da tracciare CHI e QUANDO fa login nei
sistemi - è veramente il passo numero 1. Dopo che hai fatto login col
TUO id, poi certamente puoi avere i diritti di fare sudo o su soltanto
con i comandi che puoi davvero usare e soltanto sui sistemi su cui sei
autorizzato.


[...]
> Questo vale per qualsiasi account, quindi non mi sembra una motivazione
> particolarmente importante rispetto ai benefici pratici che si hanno
> permettendo il login a root (principalmente l'uso di scp e rsync, per
> quanto mi riguarda).

Personalmente mi sembra sconsigliabile farlo come root. IMHO non
dovresti MAI usare root per queste cose. Perché lo fai? :-) Non ne hai
motivo. A meno che tu non abbia qualche demone che gira come root...
dovrebbero essere una minoranza... e comunque è qualcosa che è prono
all'errore...

A meno che non passi il tuo tempo a giocare col sistema operativo... e
questo sarebbe veramente un modo poco efficiente di lavorare... hai di
meglio da fare... ;-)

Scusate la polemica... :-)


> Mimmus <dviggiani@xxxxxxxxxx> ha fornito una motivazione un po' più
> valida:
>
> > In ambienti "promiscui", dove tante persone conoscono la password di root,
> > non si riesce mai a sapere chi ha fatto qualcosa.
> > Se si costringono gli amministratori ad entrare con il loro account e a fare
> > 'su', si riesce a capire qualcosa in piu'.
>
> che però non mi sembra applicabile al contesto, in cui c'è un unico
> amministratore, e che comunque non aggiunge sicurezza di per sè ma è un
> modo per obbligare dei cattivi amministratori a fare le cose con ordine
> (e quindi è di nuovo da valutare se vale i fastidi che causa).

Secondo me è valido anche in questo contesto. Anche per la tua stessa
password (come per la gestione e la distribuzione delle chiavi)
dovresti avere una policy. Cambiare ogni mese o tre mesi la password
di root, o gestire le chiavi di root anzichè quelle di utenti
"normali" mi sembra comunque poco efficiente/meno sicuro. E resta il
fatto che root dovrebbe essere usato soltanto per aver a che fare con
il sistema operativo - tutto il resto lo devi fare con utenti/gruppi
autorizzati ad installare/far girare i demoni

My 5 cents...


Cheers
--
Marco Ermini
Dubium sapientiae initium. (Descartes)
root@human # mount -t life -o ro /dev/dna /genetic/research
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