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Archivio: Dicembre 2003 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re: Ri-Sistemi biometrici
Mittente: Fabio Montini
Data: 4 Dec 2003 20:57:37 -0000
Prima vi espongo il caso, poi i dubbi...
Lavoro come consulente informatico presso un centro di ricerca sulle
malattie metaboliche ereditarie. Arrivano campioni di materiale
organico, se ne estrae il dna, lo si legge e si ricercano pattern
corrispondenti a malattie metaboliche note (e si fa ricerca per quelle
che non si conoscono), poi si restituisce il responso a chi ha richiesto
l'esame. Evidentemente i dati che girano sono *un po'* sensibili... :)
beh, sensibili o meno la riservatezza di un'analisi clinica può comunque
essere oggetto di imbarazzo da parte del cliente e pertanto la serietà
del laboratorio sta anche nel sapere gestire correttamente questi dati.
Per evitare vulnerabilita' varie di tutti i sistemi che potrei pensare
di usare, la mia idea era di prendere la cosa da un punto di vista
diverso dal solito.
è sicuramente sempre la soluzione migliore, più una cosa è
personalizzata più sarà difficile capirne il senso
Il laboratorio ha (avra', mio compito e' costruirla)
una rete informatica interna protetta da firewall e portata ad un
livello di sicurezza decente (password per accedere ai sistemi, linux
sistemato bene ove possibile, windows 2000 pro dove non ci si puo'
mettere linux, politiche abbastanza strette per le password, ecc.),
l'uso del firewall è quasi sempre indispensabile, tuttavia sarebbe bene
prestare una particolare attenzione proprio al firewall:
io uso sempre e solo FreeBSD quando si tratta di fare qualcosa di serio,
e sul firewall è tutto chiuso (sendmail, telnetd, ftpd, apache ecc) e
gira *solo ed esclusivamente* il NAT del kernel che peraltro è
all'interno di una jail (così ammesso che qualcuno buchi il server si
trova dentro una prigione e per danneggiare il sistema vero e proprio
deve lavorare ancora molto). Il livello di sicurezza è impostato alto e
il PC è fisicamente locato in un posto non accessibile a tutti.
Se hai problemi di spazio esistono nuovi PC che tengono il posto di
un'autoradio e integrano 2 interfacce Lan eth 10/100.
tuttavia non ritengo queste misure di sicurezza sufficienti a garantire
un livello di sicurezza idoneo ai dati che sono trattati li'.
Soluzione vecchia come il mondo: quando arriva una richiesta questa
viene etichettata con un numero e vengono rimossi i dati anagrafici,
durante tutto il procedimento viene gestita con quel numero e, nel
momento in cui e' pronta, viene restituita al richiedente con tutti i
dati anagrafici.
ecco, questo è un metodo intrinsecamente sicuro
La mia idea era di destinare un computer, scollegato dalla rete
informatica, alla gestione dell'archivio di dati anagrafici e numeri di
pratica. A questo punto il problema della sicurezza viene spostato sulla
sicurezza fisica e da accessi indesiderati su quel pc.
mi sembra eccessivo dal momento che un buon firewall è più che
sufficiente per proteggere la rete per ore ed ore, dal momento che è
solo questione di tempo è meglio un occhio periodico a una rete
firewallata che dimenticarsi di un PC fuori rete.
Non so come siete organizzati ma con un minimo di accorgimenti nella
sicurezza "fisica" (le persone che girano per i laboratori)
responsabilizzando i colleghi in tal senso, magari mettendo gli
screensaver con password personalizzata e non cedibile (martellando un
po i colleghi), hai gia protetto tutti i tentativi di cracker
occasionali avventori del laboratorio.
Parti dal presupposto che nessun sistema è inattaccabile, dubito che
qualcuno possa essere interessato a perdere ore ed ore di tempo per
spiare le analisi dei clienti e in ogni caso se l'accesso viene da fuori
fai in tempo a scoprirlo tenendo monitorato il firewall. Puoi
configurarlo in modo che tutti i login locali e remoti ti arrivino in
email, tu parti dal presupposto che normalmente nessuno debba loggare
sul firewall e se ti arriva una email sai che lo stanno bucando, anche
se un buon firewall è penetrabile da ben poche persone. Tuttavia è bene
accudirlo giorno per giorno, perché la sicurezza vera non sta in quanto
sono grossi i muri ma in quanto sono tenuti d'occhio.
Niente scheda di rete, niente floppy, niente masterizzatore, niente
porte usb attive, password di bios, teca in plexiglas attaccata al muro
con i tappi a pressione e chiusa con lucchetto 1, case chiuso con
lucchetto 2, dischi ide in raid 1 con script in cron che ogni 3 ore
salva l'archivio e tiene una settimana di archivi (cosi' non lo si
cancella per sbaglio, o perlomeno diventa difficile farlo), file system
crittato dove ci sono gli archivi e i backup, password di accesso al
sistema con politica tendente all'insano e...
eccessivo e inutile, come dicevo prima proteggere troppo massicciamente
è un motivo per dimenticarsene, è meglio avere dei computer in rete che
la mattina quando arrivi ti siedi li e guardi di che salute godono dalla
tua postazione e li controlli periodicamente.
Per risolvere il "casino locale" (i colleghi che abusano dei computer
del laboratorio per instalare i cdrom di focus ecc.) puoi organizzarti
affinché i dati delle analisi condotte siano memorizzati in tempo reale
su un server e che tale server si trovi in un posto sicuro (magari
assieme al firewall) con un bel sistema di gestione utente/gruppo e una
bella base di dati sicura e prestante. Per essere ancora più tranquillo
puoi allestire una stazione di backup sistematico (magari un DDS o
simili) che ogni giorno della settimana faccia un backup incrementale
del database delle analisi, mentre le analisi gia consegnate al cliente
vengono automaticamente rimosse dal server dopo il primo backup a
seguire in modo che i dati completi li hai solamente dentro ai nastri, i
quali custodirai a lor volta in una cassaforte (a sua volta sorvegliata
da TVCC e/o allarme e/o controllo accessi).
In questo modo hai che i dati di un'analisi rimangono sul server
solamente pochi giorni riducendo così considerevolmente la probabilità
che in caso di manomissione questi vengano intercettati.
Per implementare quello che dicevi tu potresti fare un server separato
dove ci sono solo le anagrafiche dei clienti, e solo il client che
gestisce le prenotazioni associa il numero della pratica al nome
(l'associazione si trova cmq dentro la base di dati sul server, ma la
logica che le lega è dentro al programma che gira sul client), così
l'atto dell'associazione avviene solo quando l'utente prenota l'esame
che viene generato un numero di pratica e quando l'esame viene stampato
che il client va a cercare l'anagrafica del cliente nel database.
...sistema biometrico (impronta digitale)?
...chiavetta usb con certificato di autorizzazione?
...smart card?
...lascio perdere, faccio mettere una cassaforte e ci metto dentro il
registro (scritto a penna) che altrimenti starebbe su pc?
perché non allestite un piccolo bunker protetto da controllo accessi,
allarme e telecamera dove mettere dentro la cassaforte, i server di rete
e le pratiche cartacee importanti?
Magari il controllo accessi può essere fatto con riconoscimento
biometrico e abilitando all'accesso solo i responsabili e il tecnico dei
server.
Tenete presente che il pc sta in una stanza dove passano cani e porci
(deve stare li') e non lo posso mettere sotto chiave, in un posto dove
ogni tanto di notte qualcuno entra pure dalle finestre per fregarsi la
roba, e che io posso intervenire solo su quella che e' la mia
giurisdizione (qualsiasi cosa riconducibile ad una macchina di von
neumann ;) ).
se il PC è solo un client, ammesso anche che venga asportato, i tuoi
dati sono al sicuro, prevenire i furti è un discorso a parte e potrà
interessare al proprietario del laboratorio, intanto preoccupati dei dati.
Il punto e' che dal thread in corso sui sistemi biometrici, mi sono
fatto l'idea che non sono la soluzione ultima di tutti i problemi e che
la sensazione di sicurezza che danno puo' invece essere falsata...
L'unica sicurezza aggiuntiva è data dal fatto che è impossibile perdere
la chiave d'accesso che risulta indissolubilmente legata ai parametri
fisici della persone nonché dal fatto che la stringa digitale associata
alla lettura biometrica è piuttosto ingombrante e complessa, tuttavia
una volta scoperto/intercettato/falsificato l'equivalente digitale
l'utente del sistema biometrico è fregato a vita poiché non è possibile
mutare la chiave.
Che si fa? Qualcuno ha esperienza di sistemi di autenticazione combinati
(tipo smart card, impronta digitale e password, "something you have,
something you are, something you know")?
io installo impianti antifurto, tvcc e controllo accessi, e mi occupo
anche di gestire la rete interna della mia azienda (perché sono
informatico di formazione nonché di tradizione familiare).
Come controllo accessi in questo periodo vanno molto i lettori di
prossimità, che sono dei piccoli lettori grandi come la placca di un
interrutore da parete che leggono delle apposite schede semplicemente
passandole a meno di 10 cm dal lettore.
Esistono schede formato carta di credito (iso), chiavine, portachiavi,
medaglie e braccialetti che tuttavia svolgono la medesima funzione.
Ogni scheda contiene un codice alfanumerico di un numero di cifre
variabile a seconda dello standard utilizzato, tuttavia ogni centralina
di controllo accessi è in grado di leggere molti formati.
Integrando un sistema di controllo accessi a un sistema di antifurto e
videosorveglianza puoi proteggere un'area critica in maniera piuttosto
efficace.
Diversamente sono contrario a usare sistemi di autenticazione locale sui
PC, soprattutto se c'è di mezzo Windows, perché sarebbe come montare una
porta blindata su un muro di legno di balsa ... anche perché alla fine
del discorso la lettura biometrica o la lettura di una smart card
magnetica, di prossimità o una touch memory che sia, altro non è che una
password un po più complicata che non la rende introvabile,
intracciabile o infalsificabile.
Pertanto sei vuoi essere *veramente* sicuro è meglio avere un buon
compromesso tra semplicità d'uso (una password mnemonica cambiata
periodicamente è sufficiente) e periodicità frequente dei controlli
dello stato del sistema, a condizione che quest ultimo sia ben concepito.
saluti
Fabio
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