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Archivio: Gennaio 2002 ml@sikurezza.org
Soggetto: Re:All'ignoranza non vi e' mai fine
Mittente: Michele Iaselli
Data: 30 Jan 2002 22:50:27 -0000
In merito al mio articolo apparso sulla rivista  studiocelentano.it
all'URL
http://www.studiocelentano.it/editorial/iaselli/231101.asp ritengo
opportuno fornire dei chiarimenti. La classificazione contestata non è
la mia, ma è quella che gli studiosi americani Baird e Ranauro citarono
nel rapporto sugli hackers (allora denominati crackers) menzionato nel
Digest Computer Security del settembre 1986: la stessa è così citata in
C. Sarzana di Ippolito, "Informatica e diritto penale" ed. Giuffrè. Sono
un giurista e pertanto critiche di natura squisitamente tecnica non
possono che essere da me prese in considerazione, però rimane fermo il
principio sancito dal nostro ordinamento (L. 547/93) secondo cui chi
viola abusivamente un sistema informatico commette un reato (dura lex
sed lex). Credo fortemente nelle potenzialità
positive di un hacker, questo del resto l’ho già affermato in altro mio
più recente  articolo all'URL
http://www.studiocelentano.it/editorial/iaselli/270102.asp, ma,
consentitemi, residuano dubbi personali sulla buona fede degli stessi
(al di là ora delle definizioni, oggi tantissime in materia).
Sono invece esterefatto dalla battuta di pessimo gusto del collega De
Grazia, persona che fino ad adesso rispettavo ( e per la verità pensavo
che la cosa fosse reciproca). Almeno lui dovrebbe conoscere il testo da
me indicato.

Saluti,
Michele Iaselli



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